is the new FAT TIRE.
E'si,ormai e' un dato di fatto,se 'un c'hai la Bates
non ti caca nessuno e gli stessi che sbavavano per il 230 x 15",
adesso si vantano dei loro culi secchi da 4"x 18" .
Facile adesso che i chopperini sono tornati sulle copertine di tutte
le riviste,bastano due sere sul computer e uno si scarica le istruzioni
per montare i pezzi giusti al posto giusto e se vuole se li compra pure!
Ma non e'sempre andata proprio cosi'.
Fino solo a pochi anni fa' una moto come questa non la trovavi facilmente
nei soliti biker spot,nemmeno se gironzolavi in California .
Niente nei bar lungo la costa ,affollati di chopperoni fatti in serie, e nemmeno
l'ombra di un ferro come si deve ai vari radunetti,popolati di weekend warriors bandanati.
Per trovare un mezzo cosi' toccava andare a cercare in qualche garagino fuorimano o
vicino allo studio di qualche tatuatore.
Quando ho visto per la prima volta Steve Uhl e il suo Panhead,
erano parcheggiati in un angolo del Bob's Big Boy di Burbank e non se li inculava nessuno.
Il venerdi sera al Bob's da 40 anni e' un appuntamento imperdibile se sei appassionato di macchine
e vivi dalle parti di Los Angeles.
Ma quella sera,la sua, era l'unica moto presente.
Forse per questo inizio'
a parlarmi con entusiamo di come aveva appena rimontato la sua moto
dopo un brutto incidente,verniciandola a bomboletta in fretta e furia per partire per Sturgis.
Il giretto da Bob's era la scusa per provare il pignone da 25 e il pedale bates della frizione
appena montato.
Sapeva il fatto suo,
mi racconto' di come,negli anni, avesse affinato la sua moto,
cercando solo
di usare parti originali costruite prima del '69,ma senza troppe paranoie.
Mi spiegava che non si era preoccupato ad usare le solite frttaglie S&S
o qualche trucchetto piu' moderno,
accorgimenti necessari per uno che con il proprio rigido ci va al lavoro,in vacanza
e pure a fare la spesa...
Allora si era quasi giustificato per la verniciatura non all'altezza della situazione,
tanto che poi l'abbiamo rivisto sulla copertina di GKM
di un paio d'anni fa',con una "correttissima" livrea integrale verde e scallops tono su tono,
ma a me mi garbava piu' cosi':
nera e ignorante.
(fortuna che quello stesso agosto la fotografo' Flyn'Dutchman x Big Twin)
Beh,l'ultima volta che sono stato da Bob's di moto ce ne saranno state un centinaio,
e i chopper "ol School" ci sono anche alla sagra della zuppa.
Al solito c'e' ci le mode le anticipa e chi le segue,
ma chi insegue mangia la polvere !
martedì 12 ottobre 2010
lunedì 11 ottobre 2010
Stay Sweet As You Are!
Gia' un bloggavo una sega prima,
figuratevi adesso che la Bene mi ha sequestrato il computer per il suo Blog di dolci e dintorni...

Roba da femmine!
figuratevi adesso che la Bene mi ha sequestrato il computer per il suo Blog di dolci e dintorni...

Roba da femmine!
martedì 5 ottobre 2010
MAGS & FLAMES




Affilate come un serramanico e cazzute come un cannemozze.
Tamarre quanto basta,sono il mezzo giusto per seminare un po'
di panico...
Cerchi in lega per saltare sui marciapiedi e fiammazze
per fare il bullo fuori dal pub.
Spero nel ritorno di questi chopper fieri
che curvano e frenano come ogni moto dovrebbe fare,
che si possono ancora costruire spendendo il
giusto,modificando fx shovel,dyna evo o sporty
senza manco tante menate di misure & documenti.
RIDE FAST,RIDE PROUD !
mercoledì 29 settembre 2010
come sempre...
mercoledì 15 settembre 2010
"hey,ma te l'ho mai raccontata...

...la storia di questo Sportster?"
"quale ?"
"quello con sopra Vanni Blegi,quello del libro!"
"dai dimmi ..."
"e' si,ma e' un po' lunga
e sto chiudendo la rivista,son qui che lavoro da
stamani all'alba"
"son nella merda anch'io c'ho il negozio pieno di gente,ci sentiamo con calma,
ma mi raccomando lo sai che mi piacciono ste'storie.."
"ok ci sentiamo in un altro momento,ma...
"...ma ?"
...ma lo sai che l'aveva fatta Von Dutch?"
"come?!?"
"si,
c'era quest'ingegnere di Milano,
che negli anni 60
lavorava in California,
che girava con uno Sportster.
Gli amici di allora
lo convisero a fare un'paio di modifiche
e lo accompgnarono nel garage di un tipo mezzo matto.
Pare che lavorasse nudo,
coperto solo dal grembiulone da maniscalco..."
"...non ci credo.."
"e' si',era proprio Von Dutch!
il bello e' che l'ingegnere non
sapeve neanche' come si chiamasse,
ma la moto gli piaceva,gli ricordava i suoi anni in America e
decise di portarsela a casa..."
"e la Numero Uno ?"
"beh,ovviamente la moto,ferma da un po', aveva bisogno di un po'
di cure,
cosi'per un po'rimase in via Niccolini.
Poi c'era stata una mezz'idea di riportarla originale,
meno male che nel frattempo Von Dutch era finito in copertina
su qualche rivista.Sai la foto,quella famosa,con il flauto e i pennelli
nelle orecchie ?"
"che culo! e poi?"
"...e poi,e poi chi lo sa? La moto deve esserci sempre;
dimenticata in qualche cantina
vai a sapere..."
Le telefonate con il Geppe,
partono sempre cosi',sembra che ci si debba salutare in 2 minuti e
invece ne passano minimo 35.
In sottofondo telefoni
che squillano in continuazione,
postit che si accumulano
sulla scrivania
e l'ansia di almeno un paio di persone che mi puntano tipo avvoltoi,
ma io,a farmi raccontare certe storie, ci starei tutto il giorno.
Ormai sono senza speranze,
un tossico che ha bisogno di parlare di moto 24 ore su 24....
venerdì 10 settembre 2010
ANNI 80,CILINDRI,BULLONI E FACCE

Caro Vilmo,
s'e' parlato tante volte di quel numero di Max:
pieno di belle foto e zeppo di minchiate,
non c'era una descrizione giusta delle moto.
Le avevano sbagliate tutte,
manco l'avessero fatto apposta!
Forse e'l'unica rivista che ho fatto a pezzi in vita mia,
tagliai tutte le pagine e ci tappezzai la camera.
Che viaggi mi son fatto su quell'heritage...

la voglia di harley
era talmente tanta,
e i giornali di moto "veri" ne parlavano poco e male...
Mi ciucciavo un'ora e 20 del pallosissimo orchidea selvaggia
per 10 minuti di ape hanger e aspettavo con piu' ansia la pubblicita' della
brooklin,che la campanella della ricreazione.

Poi arrivarono le pubblicita' di Talamo,
nel '90 apri la Numero Uno e li'davanti,sul marciapiede
c'era sempre la Giallona:
era l'ELECTRA GLIDE di Piero con il telaio rosso,
quella sulla copertina di CILINDRI BULLONI E FACCE.
Era strano per essere un libro di foto di Harley:
niente foto di moto iperaereografate,
niente chaps ne vaccate da megaraduno,
ma belle foto
,in bianco e nero,
che rispecchiavano bene la realta' h-d di
quei tempi, divisa tra la Milano bene,
gentlemen driver
e bikeroni irriducibili
della prima ora.


Intendiamoci il libro in se non e' niente di imperdibile,
ma metti che gia' nei primi novanta era introvabile,
che ho conosciuto molti dei tipi fotografati e che
la tristezza del marketing H-D di oggi ha contribuito
a stendere un velo di leggenda su tutto quello che nasceva in via Niccolini...
insomma una copia mi ci voleva !
Ormai avevo perso le speranze,anzi non ci pensavo proprio piu'.
Poi un paio d'anni fa' durante un ritrovo familiare,
salta fuori che una cugina di Milano di mia mamma (di cui avevo si e no sentito parlare)
stava insieme ad un certo Mario,harleysta da 30 anni,
pittore a tempo perso e mezzo matto.
Mi si accende una lampadina e gli chiedo:
"scusa,ma non e' che era finito su un libro?
si',su cilindri bulloni e facce?"
"cilindri,bulloni e che ?" mi risponde la biscugina di terzo grado.
Insomma gli spiego,
lei lo chiama al telefono e lui,
fiero come pochi, gli risponde:
"cazzo se ci sono,sono il primo fotografato!"
e alla fine,talmente incredulo e orgoglioso,che ci fosse
un grullo,che dopo piu' di vent'anni,si ricordava della sua foto,
Mario mi ha regalato la sua copia !
mercoledì 8 settembre 2010
S.O.A. 3 x 01
lunedì 6 settembre 2010
VAGOS MC
mercoledì 1 settembre 2010
mercoledì 4 agosto 2010
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